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 Centro autorizzato al rilascio della certificazione diagnostica di DSA 

Delibera ATS (BG) n. 834 del 8/10/2015.

 

Cosa sono i disturbi specifici dell’apprendimento (DSA)?

I DSA sono disturbi del neurosviluppo che riguardano la capacità di leggere, scrivere e calcolare in modo corretto e fluente e si manifestano con l'inizio della scolarizzazione. I DSA, sulla base della specifica difficoltà che manifestano, si dividono in:

DISLESSIA: disturbo specifico della lettura che si manifesta con una difficoltà nella decodifica del testo

DISORTOGRAFIA: disturbo specifico della scrittura che si manifesta con difficoltà nella competenza ortografica e nella competenza fonografica

DISGRAFIA: disturbo specifico della grafia che si manifesta con una difficoltà nell'abilità motoria della scrittura

DISCALCULIA: disturbo specifico dell'abilità di numero e di calcolo che si manifesta con una difficoltà nel comprendere e operare con i numeri. Questi disturbi  dipendono dalle diverse modalità di funzionamento delle reti neuronali coinvolte nei processi di lettura, scrittura e calcolo.

Leggere, scrivere e calcolare per noi sono atti così semplici ed automatici che risulta difficile comprendere le difficoltà che riscontrano i bimbi o i ragazzi dislessici. Questi ragazzi, a volte, vengono erroneamente considerati svogliati e dalla loro spiccata intelligenza derivano spesso luoghi comuni come "è intelligente ma non si applica”.

Un ragazzo dislessico può leggere e scrivere, ma deve utilizzare tutte le proprie energie; si stanca presto e si distrae facilmente, sentendosi costantemente in difficoltà e sottopressione. Solitamente sono bambini/ragazzii che non hanno problemi cognitivi legati alla comprensione e, al di là dello studio, sono intelligenti, vivaci e creativi.

 

Quando approfondire?

Le difficoltà più comuni che indicano il sospetto di DSA e che necessitano di un approfondimento, si presentano quando il bambino:

• legge in modo poco fluente e/o commettendo errori;

• sembra non ricordare o non comprendere quello che legge;

• scrive con grafia poco comprensibile e/o con errori di ortografia che riguardano lettere sostituite, omesse o invertite;

• ha difficoltà a imparare tabelline e ad eseguire, con rapidità e correttezza sufficienti, calcoli mentali e scritti;

• ha difficoltà ad imparare le informazioni in sequenza (per es. giorni della settimana, mesi);

• si distrae facilmente e/o ha difficoltà a mantenere a lungo l’attenzione sul compito scolastico;

• rifiuta di leggere o scrivere;

• disturba i compagni durante la lezione.

 

Percorso di diagnosi

Il percorso diagnostico è rivolto agli studenti della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado, che sperimentano difficoltà scolastiche. È condotto da un'equipe multidisciplinare (neuropsichiatri, psicologi, logopedisti) e prevede 3 fasi:

-  un colloquio con i genitori

-  alcuni incontri con lo studente per la valutazione del livello cognitivo e degli apprendimenti

-  un colloquio conclusivo con i genitori nel quale verrà comunicata la diagnosi e rilasciata la relazione da consegnare agli insegnanti.

In accordo con i genitori è possibile promuovere un incontro con il corpo docenti per indicare quanto emerso e adottare  eventuali misure dispensative e compensative richieste dalla diagnosi specifica.

 

La diagnosi di DSA può essere fatta verso la conclusione del 2° anno di scuola primaria. Prima di questa età è possibile cogliere alcune fragilità che però non possono essere soggette a diagnosi.

 

E dopo la diagnosi?

Innanzitutto riconoscere e certificare un dsa permette, attraverso il documento di diagnosi consegnato alla scuola, di ottenere un Piano Didattico Personalizzato, garantendo allo studente l'utilizzo di eventuali strumenti compensativi e misure dispensative (validi anche per gli Esami di Stato).

Inoltre, c’è la possibilità di PRESA IN CARICO E TUTOR

 

Validità della diagnosi

La normativa non dice espressamente ogni quanto va aggiornata la diagnosi, ma è fortemente consigliato farlo ad ogni cambio di ordine di scuola, in quanto la dislessia è un disturbo evolutivo.

La medesima cosa vale per il  passaggio dalle superiori all’università: ipotizziamo di iscriverci a un test d’ammissione con una diagnosi che risale ai tempi della scuola media, l’Università potrebbe non accettarla. L’appunto che potrebbero fare è che le indicazioni contenute nella diagnosi non sono attuali, e che non è detto che un ragazzo di 19 anni abbia bisogno delle stesse cose di cui aveva bisogno a 13 anni.

 

Tempi di attesa

Solitamente i tempi d’attesa sono ridotti e nell’arco di un paio di settimane si fissa il primo incontro con i genitori; il percorso si esaurisce in circa 2/3 mesi. Per rivalutazioni la durata è solitamente ridotta.

La nostra èquipe

Un'equipe multidisciplinare composta da quattro psicologi, due logopediste e neuropsichiatra.

 

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