Terapia della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva

La terapia della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva è una pratica sanitaria della riabilitazione, che agisce sui disturbi del neurosviluppo e sulle condizioni di difficoltà, sia in ambito educativo-preventivo, sia nella terapia riabilitativavera e propria. Questa professione nasce grazie a Giovanni Bollea, neuropsichiatra infantile, che sente la necessità di un terapista unico, esperto dello sviluppo globale del bambino e che lo consideri come una persona competente, non un adulto in miniatura. La neuro e psicomotricità nasce dall’esigenza di una figura a metà tra psichiatria, neurologia e psicologia infantile, che non si limiti a riabilitare una piccola parte, ma che abbia sempre la conoscenza del bambino nella sua totalità. Per fare ciò vengono unite le competenze mediche e psicologiche alla pratica della psicomotricità francese, metodo prezioso che considera corpo e mente come paralleli e inscindibili. Ecco che si forma un nome difficile, un po’ macchinoso, ma che racchiude tutti i bisogni evolutividel bambino durante lo sviluppo: neuro e psicomotricità dell’età evolutiva.

Dal 1997 esiste il corso di laurea del MIUR, sotto la facoltà di Medicina e Chirurgia, perciò all’interno dell’équipe dipresa in carico per le difficoltà e i disturbi dello sviluppo viene inserito a tutti gli effetti il terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva (TNPEE), assieme a neuropsichiatra, logopedista, psicologo. Questo perché il TNPEE ha una formazione a tutto tondo sullo sviluppo tipico e atipico del bambino e sa che una qualsiasi difficoltà durante lo sviluppo ha impatto su tutto il sistema. Il terapista non fa diagnosi, ma stende un profilo funzionale del bambino, conosce gli aspetti medici, ma non è un medico. E’ un professionista speciale, che osserva, descrive, ma non giudica mai.

Come è la stanza di un terapista?

E’ una stanza multiforme, magica, ai confini tra la fantasia e la realtà, un mondo in cui i bambini stiano a proprio agio. Vi sono gli elementi cardine della psicomotricità (cuscinotti, cerchi, bastoni, teli, palle) e materiali per attività a tavolino (memory, giochi in scatola, plastilina, pennarelli). Ma non mancano anche oggetti creativi, costruiti apposta per ogni bambino: la stanza è come una palestra, un luogo protetto che permette di sviluppare in modo sereno e graduale alcune abilità da portare poi nel mondo esterno.

Come interviene il terapista?

Il TNPEE ha l’obbligo, una volta laureato, di continuare a studiare, formarsi, specializzarsi in ambito medico, riabilitativo ed educativo: esistono molti metodi, tecniche e protocolli a seconda della difficoltà e dei disturbi.  Ma il metodo principale, che non manca mai in nessun incontro è il gioco. Il lavoro del bambino, la sua attività principale e preferita è proprio il gioco! E il TNPEE, oltre a conoscere lo sviluppo del bambino, conosce le modalità di gioco e il loro cambiamento durante la crescita. Il terapista gioca con il bambino, come lui, senza fingere e senza avere la presunzione di interpretarne significati. Il terapista gioca e sfrutta le caratteristiche del gioco per stimolare, potenziare, perfezionare competenze motorie, psicomotorie, cognitive, relazionali, di comunicazione, di gioco.

Chi può entrare nella stanza del TNPEE?

Il TNPEE nasce come terapista dei disturbi del neurosviluppo, tra cui: autismo, ADHD, Disturbo della Coordinazione Motoria (disprassia, disgrafia), Sindrome di Down e altre sindromi genetiche, Paralisi Cerebrale Infantile, Disturbo Oppositivo Provocatorio e altri Disturbi del Comportamento. Ma il terapista soprattutto gioca e accompagna il bambino a sviluppare il suo gioco e le sue competenze: perciò chiunque può trarre giovamento da qualche momento con un TNPEE: bambini timidi, agitati, ansiosi o impacciati possono sfruttare la stanza e il terapista, da soli o in piccolo gruppo.  

Per prendere appuntamento chiamare il numero 035773222

 

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