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 CHI E' IL TUTOR DELL'APPRENDIMENTO?

Capita spesso che gli studenti abbiano delle difficoltà nello studio o nello svolgimento dei compiti scolastici, così come il momento dedicato a quest’attività diventi per loro e per la famiglia un vero e proprio “incubo”.

Proprio per questo, è consigliabile affidarsi ad una persona esterna, non coinvolta quindi emotivamente, competente e professionale, che non solo affianchi nello svolgimento dei compiti (le cosidette “ripetizioni”) ma possa, con il tempo e particolari strategie, accompagnare il bambino o ragazzo verso una crescente AUTONOMIA, maggiore ORGANIZZAZIONE e consolidata AUTOSTIMA.

 

 

 

 Il tutor dell'apprendimento è quindi:

  • una figura di supporto che interviene quindi in tutti quei casi in cui le difficoltà sono una conseguenza di una carenza di strategie, organizzazione e metodo di studio
  • lavora con lo studente attraverso il materiale scolastico, affiancandolo quindi nei compiti e nello studio quotidiano, ma con un’ attenzione particolare alle sue abilità e punti di forza.
  • è solitamente laureato, ha partecipato ad un corso di formazione da noi appositamente creato e si aggiorna tramite la formazione continua che gli permette di acquisire e consolidare nozioni sui principali meccanismi di apprendimento, soprattutto difronte a ragazzi con DSA o ADHD;
  • lavora in equipe: condivide obiettivi e strategie con uno psicologo esperto in apprendimento e naturalmente con i genitori.
  • lavora presso l'abitazione dello studente almeno 3 ore la settimana.

I nostri tutor sono pronti a supportare studenti della scuola primaria e secondaria in caso di:

- difficoltà di apprendimento e DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento);

- ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività)

- lievi deficit cognitivi;

- difficoltà ad automatizzare le procedure (Verbi, Tabelline, Analisi logica ecc…);

- difficoltà di comprensione ed elaborazione del testo

- ricerca del proprio Metodo di Studio;

- difficoltà di pianificazione e organizzazione;

- problemi ad automatizzare le procedure (Tabelline, Verbi, Analisi logica ecc…);

- bassa motivazione nei confronti del percorso scolastico

- difficoltà scolastiche in generale

Puoi contattarci al numero 035773222 per fissare una consulenza con uno psicologo in studio che, in base all’approccio allo studio dello studente, alle sue abilità e fragilità, identificherà il tutor adatto ad un percorso di crescita e benessere scolastico per il ragazzo e per la sua famiglia.

 

Di seguito la testimonianza di alcuni genitori...

“M. dimentica il materiale, si distrae spesso e non riesce a fare i compiti se non ci sono io. Sta poi passando un momento delicato qui a casa.”

 “Sono preoccupata perché R. non ha motivazione ad andare a scuola, è l’ultimo anno delle superiori per lui, l’ultimo sforzo ma neanche questo gli dà una spinta.”

 “Gli insegnanti di P. mi hanno detto che rispetto ai suoi compagni fa più fatica a leggere e a scrivere in corsivo, fa molti errori. Lui si accorge di essere in difetto, sto pensando a come vivrà questa cosa.”...Tratto dai dialoghi con alcuni genitori che abbiamo incontrato...

 

  

L'alleanza tra TUTOR-ALUNNO-GENITORI è sempre fondamentale, soprattutto laddove ci si trovi difronte ragazzi con ADHD. In questi appositi casi il tutor dell'apprendimento deve necessariamente essere uno psicologo e lavorare in sinergia con il ragazzo,la famiglia e la scuola.

Testimonianza di un INTERVENTO DOMICILIARE da parte di un Tutor-Psicologo con un ragazzo con ADHD-distrurbo di attenzione e iperattività

“Sono le 7.50 e F. è già al cancello della scuola, è il primo, già pimpante. Poi, prima ancora che io varchi la soglia della classe, da quando mi vede all’inizio del corridoio, va in fibrillazione perché vuole farmi vedere il lavoro che ha fatto il giorno prima e questo entusiasmo è assolutamente un pregio. Però quasi sempre dimentica il materiale, parla e non rispetta mai i turni, non va d’accordo con i compagni ed è molto solo.”

Questo è quanto mi ricordo del primo racconto di una professoressa quando mi ha descritto le problematiche di F., ragazzo a cui era stato diagnosticato il Disturbo da Deficit dell’Attenzione e dell’Iperattività.
La mamma aveva voluto provare a gestire le sue fatiche scolastiche facendo i compiti con lui, ma F. non riusciva a concentrarsi né ad organizzare nulla in autonomia e lei non aveva tutto quel tempo da dedicare solo a lui. Così, dopo averli incontrati in studio con il mio collega che aveva fatto la valutazione, un mercoledì pomeriggio ho suonato alla loro porta e ho iniziato la mia avventura con loro. 
Ho voluto scrivere “con loro” e non “con lui” perché l’intervento domiciliare è stata una vera e propria costruzione di rete: la mamma mi dedicava sempre dieci minuti del suo tempo appena arrivavo e io la aggiornavo sul lavoro fatto alla fine di ogni incontro, lasciando magari qualche strategia o suggerimento perché il percorso proseguisse anche nei momenti in cui non ero lì. 
F. non riusciva a reggere il carico dei compiti: stare concentrato su un paragrafo del libro un un quarto d’ora era troppo per la sua mente vivace e veloce! F. soprattutto non riusciva a mettersi del tutto nei panni degli altri: così particolare, impulsivo alle volte aggressivo, che non riusciva ad instaurare amicizie e aveva persino paura di camminare o parlare per le strade del paese. F. poi si dimenticava tutto, dove aveva lasciato il libro della materia che odiava di più ma anche il computer portatile a cui teneva tantissimo. Aveva cominciato diversi sport, tutti abbandonati dopo la prima fatica interpersonale o di performance. Sì, perché chi soffre di ADHD ha un deficit specifico ma E' INTELLIGENTE e F. era anche molto sensibile, capiva che in lui qualcosa non andava, la frustrazione era tanta e ogni tanto si trasformava in rabbia verso qualcosa o qualcuno.
Dopo sette mesi di lavoro insieme per due pomeriggi alla settimana in cui abbiamo studiato, costruito un metodo di studio con strumenti ad hoc, lavorato sulle emozioni e i pensieri negativi, usciti di casa alla ricerca di hobby, motivazione e amici nuovi, F. comincia a pensare che vorrebbe iniziare Scout, l’esperienza dove le fondamenta sono il rispetto delle regole, la lealtà e l’amicizia, tutte cose che prima per lui erano estranee o irraggiungibili.
A distanza di più di un anno dal mercoledì in cui ho suonato alla porta di questa famiglia, F. mi ha raccontato che “è più sé stesso e non più un mostro come lo chiamavano all’asilo” e sua mamma ci ringrazia perché “dare un nome alle difficoltà di F. e il nostro intervento le hanno permesso di comprendere che se ci sono delle fatiche sono affrontabili”.

F. avrà sempre la mente che corre veloce e la voglia irrefrenabile di fare subito quello che pensa, ma adesso ha alle spalle un percorso che gli ha lasciato un bagaglio da dove può tirare fuori qualche strumento in più 
per VOLERSI BENE e affrontare la vita.

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